Camerata Picena è un borgo dagli origini antiche, plasmato dalla storia di contese, ricostruzioni e devozione. Le sue mura, la piazza, le chiese e le grotte sotterranee raccontano un passato medievale perfettamente integrato nel tessuto contemporaneo. Si erge su un’altura di circa 125 metri sul lato destro del fiume Esino, a breve distanza dalla sua foce. Il nome “Camerata” deriva dall’antico umbro camars, ossia “luogo fortificato dalla natura”; l’aggiunta “Picena” nel 1863 servì a distinguerla da altri centri omonimi. Il cuore del borgo è Piazza Vittorio Veneto, circondata dalle antiche mura con struttura circolare. Qui si trovano il Municipio e la chiesa parrocchiale, eretta sull’impianto del precedente edificio distrutto nel 1309, ricostruita dal 1389 e rinnovata nell’aspetto attuale nel 1854 .Sotto la piazza, le grotte castellane – ambienti sotterranei antichi, accessibili tramite scala – oggi ospitano mostre e presepi, riproponendo l’originaria funzione rifugio. A circa 2 km dal centro, si erge il Castello del Cassero, un altro “Castelli di Ancona”. Fu edificato a partire dal 1375–77 su iniziativa di Nicolò Toriglioni, ammiraglio anconetano ricompensato dal Papa per aver riconsegnato la sede pontificia a Roma. Il complesso fu concepito secondo criteri difensivi: forma quadrata, tre torri merlate e connessioni visive con altri castelli vicini. Nel 2024, la frazione del Cassero è stata ufficialmente inserita nell’elenco dei borghi storici Marche.
