Castel Trosino è un borgo medievale incastonato su una rupe di travertino, a pochi chilometri da Ascoli Piceno, dove storia, natura e atmosfera d’altri tempi convivono magicamente. Il borgo, accessibile da un solo lato tra mura e un arco d’ingresso, ha conservato intatto il suo impianto medievale: case addossate, viuzze, portoncini, sottopassi, tutto realizzato nella suggestiva pietra ascolana. Già conosciuto in epoca romana per le sue sorgenti termali soprattutto l’“acqua salmacina”, leggermente sulfurea e alcalina, che veniva canalizzata fino ad Ascoli per alimentare le terme cittadine il sito divenne in epoca alto medievale un presidio strategico: nel 578 d.C. il duca longobardo Faroaldo ne occupò la fortezza, trasformandola in punto di difesa insieme ad altri castelli nelle direttrici verso i valichi appenninici. Tra i tesori storici più importanti, spicca la necropolis longobarda, scoperta casualmente nel 1893: oltre 260 tombe scavate con sepolture ornate da corredi in vetro, oro, argento, armi e gioielli. Un vero “tesoro” di archeologia, con reperti oggi esposti sia ad Ascoli Piceno sia a Roma. Il borgo custodisce anche un gioiellino architettonico: la “Casa della Regina” o “Casa di Re Manfrì”, una piccola abitazione medievale, perfettamente conservata, con loggetta esterna al secondo piano. Secondo la leggenda, vi avrebbe soggiornato Manfredi, figlio di Federico II. Nel paesaggio circostante, il fiume Castellano, le sorgenti sulfuree e il Lago di Casette creano scenari naturali affascinanti.
