Borgo montano di circa 470 abitanti, sorge a 888 metri di altitudine ai piedi del Monte Vettore, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il suo territorio si estende tra boschi, sorgenti e panorami selvaggi, distribuito in 23 piccole frazioni, ognuna con la sua storia e identità. Di origini medievali, Montegallo è citato per la prima volta come “Sanctae Mariae in Lapide” e legato alla leggenda di un vicario di Carlo Magno da cui deriverebbe il nome. Nei secoli ha fatto parte dell’Abbazia di Farfa e dello Stato Pontificio, conservando un impianto urbano diffuso e una forte impronta spirituale. Tra i suoi luoghi più suggestivi si trovano le chiese di Santa Maria in Pantano e San Bernardino, le rovine dell’antico castello e i sentieri della Lavanda dei Sibillini. Dopo il sisma del 2016, Montegallo affronta con resilienza un lento percorso di rinascita. Il borgo è meta ideale per un turismo silenzioso, escursionistico e contemplativo, immerso nei misteri della Sibilla Appenninica, tra nebbie, leggende e una natura che custodisce l’invisibile.
